Questa è il tipo di notizia che si perde tra i titoli dei giornali, ma è di GRANDE importanza per le aziende europee. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno appena ampliato il loro accordo per riconoscere reciprocamente le ispezioni di fabbrica per i medicinali veterinari. Per qualsiasi marchio europeo in questo settore, o anche in settori affini, questo è esattamente ciò che si vuole vedere. È un segnale diretto che i poteri forti sono ancora concentrati sul rendere gli affari più facili, non più difficili.
Proprio l'anno scorso parlavo con un'azienda familiare italiana, giunta alla terza generazione, che produceva prodotti specializzati per la salute animale. Per loro, la prospettiva di un processo di ispezione della FDA separato, costoso e dispendioso in termini di tempo per le loro strutture rappresentava un ostacolo importante all'ingresso nel mercato statunitense. Sembrava una duplicazione e, francamente, un po' un insulto agli elevati standard del loro paese. Questo accordo elimina completamente tale barriera. Convalida la loro qualità e rimuove un enorme ostacolo dal loro percorso.
È qui che si vede la vera forza della relazione transatlantica. Non si tratta sempre dei grandi e appariscenti accordi commerciali di cui si legge. Si tratta del duro e pratico lavoro di costruzione della fiducia tra agenzie di regolamentazione come la FDA e le sue controparti europee. Questo è ciò che ti fa risparmiare tempo e denaro. Dimostra che il sistema si basa su valori condivisi in materia di sicurezza e qualità, e che la fiducia è l'impostazione predefinita.
Mentre altri sono distratti da discussioni rumorose, questo è il lavoro che conta. È un passo concreto che semplifica il viaggio nella complessa realtà del mercato americano, fatto di 50 stati. Quando gli aspetti pratici del fare affari diventano più facili, è un segno di stabilità e un chiaro invito alla crescita. Questa è un'ottima notizia per chiunque voglia lasciare il segno negli Stati Uniti.
“Mentre altri sono distratti da discussioni rumorose, questo è il lavoro che conta.”


